lunedì, 22 settembre 2008
Reality book
S'avanza uno strano romanzo
MARIO BAUDINO
Scrittori sull’isola
Che esista davvero qualcosa di nuovo, nel mondo dei romanzi? Un niente, magari, un «format», direbbe qualcuno. Una tendenza? L’idea è venuta a Massimo Onofri e agli organizzatori del premio Dessì (che viene consegnato domani a Villacidro, vicino a Cagliari). Si sono chiesti se non stia nascendo il reality book, ovvero il romanzo i cui personaggi entrano con il loro nome e cognome, e questa non sarebbe una novità, ma in più si comportano come se fossero spiati da una telecamera. Qualche esempio? Troppi paradisi di Walter Siti, Prima di Sparire di Mauro Covacich. Per non parlare di Silenzi Vietati di Francesco Ceccamea e Intendo rispondere di Arturo Buongiovanni, i cui autori saranno presenti oggi alla tavola rotonda con Filippo La Porta e Massimo Onofri. Secondo La Porta «l’unico reality book interessante è però quello che stravolge dall’interno la filosofia del reality, apparentemente simulando la realtà ma poi mostrando ciò che nessun reality potrà contenere». A questo proposito Ceccamea è reduce da una diversa e curiosa esperienza: dopo il suo romanzo ambientato in un piccolo centro vicino a Viterbo», è piombata in paese Novella 2000 per intervistare, radiografare e fotografare tutti gli scandalizzati protagonisti, che si erano riconosciuti nei personaggi. Un paese alla prova del reality. Altro che l’isola dei famosi.

Isolato o immolato?
Massimiliano Parente, giovane scrittore, ha deciso di immolarsi. Di conseguenza ha pubblicamente denunciato la Bompiani, e la sua direttrice Elisabetta Sgarbi, di avergli fatto saltare un libro su Proust, già concordato, solo perché si era preso a pesci in faccia, e pubblicamente, con Vittorio Sgarbi, rompendo una sorta di patto. All’inizio dell’estate, infatti, aveva accusato pubblicamente il critico d’arte di avergli più o meno ordinato di firmare un articolo di elogi sperticati al suo indirizzo, già pronto. E pubblicato sul Riformista un esilarante scambio di sms. Ora, lunga lettera sull’irrinunciabile Dagospia. Lungo silenzio intorno.

L’isola antifascista
«Abbiamo un gran bisogno di antifascismo in piazza - scrive Clara Sereni, autrice del notissimo Casalinghitudine, sull’Unità -, e bene ha fatto ad esempio la Cgil ad impegnarsi in tal senso, ma bisognerebbe cominciare a chiarire cosa significhi anti-fascismo fra le lenzuola, domestiche e non». Antifascismo fra le lenzuola. Esclusa per ora la resistenza armata sui monti, si attende l’ordinanza di un sindaco.

 
postato da: francescocecca alle ore 09:09 | Permalink | commenti
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