Il piccolo fratello
In un reality book vizi e virtù di paese
Non capita spesso che Novella 2000 si occupi di romanzi e quando ciò accade non c' è da rimanerne né entusiasti né allarmati, ma resta la curiosità. E' successo la settimana scorsa per un libro che la critica ha salutato con favore, Silenzi vietati di Francesco Ceccamea (pubblicato da Avagliano). Il romanzo, che Mario Baudino ha efficacemente definito «romanzo di sformazione» e Lidia Ravera un «reality book», ha fatto scandalo perché racconta con irridente precisione un piccolo mondo di provincia, quello di Vetralla, un paesotto del Viterbese. L' autore mette in piazza, in forma epistolare (le e-mail di cui si compone il libro sono dirette al critico Massimo Onofri, ex insegnante di Ceccamea), vizi (tanti) e virtù (quasi nessuna) di parenti e concittadini senza preoccuparsi di camuffarne le identità. Diciamo che, per disperazione o per rabbia, l' esordiente trentenne Ceccamea, diplomato in ragioneria, ex impiegato in un' agenzia di pompe funebri e poi «segretaria» (così nella quarta di copertina) in un laboratorio di analisi, universitario senza esami all' attivo e musicista heavy metal, ha cercato lo scandalo e ha avuto il merito di ottenerlo. Anche se in un' intervista confessa che avrebbe sperato che del romanzo si occupasse Costanzo, avrà certamente gradito il servizio di Lavinia Farnese su Novella 2000, che riferisce dello scompiglio provocato dal libro fra i vetrallesi. Il protagonista del romanzo, che ha lo stesso nome dello scrittore e gli somiglia quasi in tutto, è un ragazzo sessualmente bloccato, vergine fino ai 28 anni, deluso da una scuola di scrittura e perciò finito preda di un analista molto discutibile. Il fatto, come si sarà capito, è che la madre del protagonista (devota a padre Pio fino al grottesco) è la madre di Ceccamea; quella vecchiaccia insopportabile della nonna è sua nonna; la sorella tossica, Alessandra, è sua sorella; la ragazza del bar su cui si affollano le fantasie erotiche del protagonista è proprio quella di Vetralla e il suo fidanzato è geloso davvero. Così l' autista sciupafemmine della Cotral, di cui si raccontano le mitiche performance sessuali itineranti, è davvero Emanuele, fotografato di spalle su Novella 2000. Un esercito di persone, diventate loro malgrado personaggi e incavolate nere. Tutto previsto, probabilmente, comprese le minacce di querela. Del resto, la letteratura è stata spesso vittima del codice penale. Sotto processo finirono Pasolini, Bianciardi e molti altri. Il giurista Salvatore Satta con Il giorno del giudizio mise in subbuglio mezza Nuoro. La letteratura può finire in tribunale, e anche su Novella 2000. Niente di male. E' sempre accaduto e sempre accadrà. Nel caso Ceccamea c' è però un elemento nuovo, forse l' unico davvero inquietante: Mirko, il padre di Francesco, infermiere tra i più stimati del Viterbese, non ha esitato a scendere in piazza per sbandierare con fierezza le recensioni di Silenzi vietati (che pare non abbia letto temendo di commuoversi troppo). Anche lui viene descritto per quello che è: un patito della caccia capace di urla, rutti, barzellette sconce, e soprattutto un eroico gran puttaniere, donnaiolo impenitente a differenza del figlio. Se la letteratura non propone sempre grandi sorprese, la vita non finisce di riservarci le sue stranezze: altro che esultare, un padre di una volta si sarebbe arrabbiato sul serio!
Di Stefano Paolo
Pagina 39
(19 agosto 2008) - Corriere della Sera



