mercoledì, 20 agosto 2008
 

CORRIERE DI VITERBOMartedì 19 Agosto 2008


Polemiche dopo il servizio sugli “scandali a luci rosse” e sul romanzo “Silenzi vietati”

PRONTO UN ALTRO LIBRO SUL SESSO A VETRALLA

Ceccamea: “L'articolo di Novella 2000? Sono stato ingannato”


VETRALLA - “Silenzi Vietati”, il romanzo di Francesco Ceccamea, trentenne scrittore di talento, ha messo il paese in cui è ambientato, Vetralla, in subbuglio. Non tanto quando è stato letto il libro ma quando, in paese, si è diffuso l'articolo di Novella 2000 (“Tutti gli scandali di Vetralla”) che parla del libro e in particolare, di personaggi coinvolti in vicende a luci rosse. Ma, dice Ceccamea, la lettura che è stata fatta del suo libro è sbagliata, “non ne rispondo”. E attacca gli inviati del periodico: “Si sono avvicinati come agnelli, si sono trasformati in lupi”. Intanto, ha già pronto un altro romanzo: tratterà di sesso, ma anche di pompe funebri a Vetralla.

Un paese in fermento. Esce un articolo, “Tutti gli scandali di Vetralla”, su Novella 2000, e si citano i vetrallesi che, dopo avere letto il romanzo di un loro compaesano, Francesco Ceccamea, si riconoscono nei personaggi. Succede il finimondo. Perché, tradendo lo spirito del libro, l'articolo cita episodi a luci rosse. E, soprattutto, perché sembra quasi il prodotto, astuto e grossolano insieme, di una regia. Come se, facendo dello scandalo, si volesse rilanciare l'attenzione su un romanzo che, dato il suo valore, di questo proprio non ha bisogno. “Non mi aspettavo assolutamente – dice Francesco Ceccamea, 30 anni, ancora scosso – un articolo del genere. Sono venuti come agnelli – continua – e si sono trasformati in lupi. Mi avevano assicurato (gli inviati di Novella 2000, ndr) che sarebbe stato un articolo carino e inoffensivo, non certo di scandali e denunce. Sono stato infamato – dice – come tutti gli altri. Sono parte lesa: io, la mia famiglia”. “Ci sono passi, in quell'articolo, che sono stati estratti in modo arbitrario dal romanzo, creando tutta un'altra storia. Quei passi, nel mio libro, hanno un altro significato. Non c'entrano niente, con quell'articolo. Ci sono mie foto: sembra quasi che sia contento, ma tutto è stato ricostruito da loro. L'unico scandalo sessuale – osserva – è quello mio. Quello (leit motiv del romanzo, ndr), in cui il protagonista parla della sua impotenza. Non è certo un libro di pettegolezzi”

Ceccamea, quel problema, se l'è lasciato alle spalle. Presto sarà padre. “La mia ragazza – fa sapere – è incinta di una bambina” . Di recente è stato finalista al premio Berto. Tra i più prestigiosi d'Italia. Ha avuto recensioni lusinghiere: da Ferdinando Camon, Angelo Guglielmi, Lidia Ravera. E, naturalmente, da Massimo Onofri: il critico viterbese, tra i maggiori, personaggio lui stesso del romanzo. E' a Onofri infatti, che arrivano le e-mail di Ceccamea, di cui si compone “Silenzi vietati”

Possibile che, a smuovere le acque, sia stato un libro inoffensivo? “E' ovvio – replica Ceccamea – è un libro scomodo, e gli argomenti sono duri. Sono pronto a risponderne. Ma, se si inventa un libro che non ho scritto, di quello non rispondo. Non ho certo scritto – aggiunge – per offendere nessuno”.

In “Silenzi Vietati”, com'è noto, si tratta una materia scabra, di impotenza sessuale, di sogni erotici, con un personaggio che dice “io” e i suoi familiari che, a Ceccamea e ai suoi, assomigliano parecchio. Quella dei personaggi letterari, però, è una vita autonoma. C'è chi, a Vetralla, pur non essendo citato con nome e cognome, s'è riconosciuto nei personaggio. Non sa però che, quei personaggi, già stanno vivendo una loro vita, dove, degli scandali, non v'è certo il sostrato, perché tutto, in letteratura, diventa puro, arioso. Eppure, c'è chi, adesso, minaccia azioni civili e penali. Ceccamea, intanto, ha già scritto un altro libro. Ne parla con riluttanza. Tratterà, ancora una volta, di Vetralla, di traumi sessuali, di pompe funebri (tra i lavori di Ceccamea, c'è anche quello di impresario presso l'agenzia vetrallese Leoni). “Leoni – tiene a dire – è una persona straordinaria. Gli voglio bene. Ho scritto – conferma – un altro libro, di materia sessuale, con il protagonista che fa anche il mio lavoro. Nemmeno il prossimo, però, sarà un romanzo gossip”.

“Mio padre (un altro che si potrebbe riconoscere tra i personaggi ndr) è contentissimo di come viene rappresentato: è un ritratto duro, ma con un sottofondo d'amore. Sembra quasi che io, in “Silenzi vietati”, vada a dire in giro che mio padre è un puttaniere; ma non è così”. Tra i recensori, “Angelo Guglielmi ha scritto che (“Silenzi vietati”) non vuole piacere e crea disagio nel lettore: il che, oggigiorno, non è cosa da poco”. “Se qualcuno si identifica nei personaggi – dice ancora - , non posso farci niente”. “Quelli di Novella 2000, si sono presentati carini, graziosi; mi hanno fatto domande sul mio libro. Poi, però, è venuto fuori un altro articolo. Hanno fatto, tra l'altro, un parallelo con Peyton Place: ma io, un libro del genere, non l'ho mai fatto. Sono stato ingannato. Questo – ammette – è dovuto alla mia ingenuità e alla mia inesperienza. Vetralla – sottolinea – non è affatto il paese di cui scrivono loro. Nel mio libro, esce molto meglio di quanto appaia nell'articolo. Da chi ha letto “Silenzi vietati”, ho ricevuto complimenti: non certo insulti e querele. Non c'è lo scandalo. Il modo in cui descrivo i miei disagi e le mie difficoltà – conclude – può essere scioccante, ma sono io che mi metto in piazza e mi crocefiggo”.


LA RIVELAZIONE : “Colleziono testi sulla morte e il lutto”


VETRALLA - “L'amore? Non c'è solo la difficoltà di farlo” - dice Ceccamea - “nel rapporto si creano altre difficoltà. Non filmerei mai un rapporto e non lo metterei mai su You tube. Se una cosa succede a me, io mi interrogo e la racconto. Tutte le questioni che si possono sollevare – dice – passano da me, dalla mia vita intima. Non certo da quella degli altri. I miei autori? Philip Roth l'ho scoperto dopo. Forse, devo qualcosa a un fumettista americano che si chiama Robert Crumb, con il suo “I miei problemi con le donne”. Non ho mai letto “Il male oscuro”, né Bianciardi, cui mi hanno paragonato. A casa, ho una collezione invidiabile di letteratura fantastica. Amo Poe. Amo i saggi sulla morte, sul lutto. E i manuali che insegnano a fare sesso” (N.M.)


postato da: francescocecca alle ore 18:43 | Permalink | commenti
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