mi chiamo Umberto (Fieno): se stai pensando (ok chi cazzo sei) sono
(mio malgrado) il nipote di Francesca Bocci, all'Asmara meglio
conosciuta come e detta "Checca". Gianna, (moglie di Maurizio, figlio
di Checca, sorella di mia madre) mi mostro' il tuo libro qualche
settimana fa, in occasione del compleanno di Camilla, figlia di mia
sorella. Tuo padre (Italo), bravuomo, ha curato mia madre (Simonetta),
ma il giorno in cui e' morta stava guardando la partita insieme a
Gianna e Maurizio (tanto per rimanere in stile Ceccamea). Non mi
ricordo chi ha vinto.
Massimo (Onofri ovviamente) e' stato per breve tempo anche mio
professore al Ruffini, ma non abbiamo mai dato vita ad alcun
carteggio. La cosa mi ha incuriosito e ho deciso di leggere il tuo
libro, quando ne avro' occasione.
Anche Giovanardi e' stato mio professore e ho letto che ha recensito
il tuo libro. La mia e' forse piu' una curiosita' da comare che altro,
ma tant'e'. O forse ho molte piu' ragioni di leggere il tuo libro che
un qualsiasi altro.
Ti faccio sapere, quando sara', se il libro mi e' piaciuto. Ma sono
felice che uno che e' cresciuto a Cura legga un libro di uno che vive
(?) all'Asmara. Mi sembra originale.
Saluti,
Umberto.




IL LIBRO DI CECCAMEA MI FA SCHIFO!!!